Un giorno lo racconterò a mio figlio…

27 Dic

Un aneddoto che ho raccontato pochi minuti fa in radio, mi ha fatto venire in mente quante volte mi è capitato di dire la frase: “questo lo racconterò a mio figlio”.

E’ capitato a tutti almeno una volta di pronunciarla… sono cose che si sono capitate, di solito buffe, cose che non ci aspettavamo, che talvolta ancora oggi facciamo fatica a credere per il loro surrealismo e che dobbiamo ricordare per poi raccontarle ai nostri futuri figli.

Ecco quelle che sono capitate a me (quelle che ricordo di getto) e che condivido con voi.

  • Aver intervistato i Take That: quando ero ad Rtl di solito non facevo mai interviste, perché il mio programma era prettamente musicale ed invece il mio Direttore un bel giorno mi disse: “domani ti va d’intervistare i Take That”. Ed io: “eeeeeeeh???” – per la serie, non era di sicuro il mio gruppo preferito, ma non immaginate quante amiche mi hanno scritto, chiamato quel giorno. E’ stato divertente.
  • Essermi ubriacato insieme a Brandon Flowers dei “The Killers”: l’ho raccontato un’ora fa circa in radio.
    Dopo un loro concerto, sono sono andato allo Show Case e grazie alla loro agente, nonché mia amica sono stato tutta sera con loro. Ero seduto di fianco a Brandon Flowers che continuava a farmi tazzare.
    L’ultimo ricordo è quello di me e lo stesso Brandon abbracciati con un bottiglia in mano a cantare Mr. Brightside… neppure voglio pensare a quante parole avrò inventato.
  • Essere portato via da una volante della Polizia per evitare d’essere picchiato: storico 3 ottobre 1998!
    Io e miei amici pensammo bene di organizzare una festa nella villa vuota di un’amica. I genitori non c’erano e per di più pensammo anche di far pagare un biglietto ILLEGALISSIMO d’entrata di 5.000£ perché con 70/80 persone avremmo messo in tasca qualche soldino.
    Morale: si sono presentate più di 3000 persone davanti ai cancelli, gente di dubbissima moralità e anche armata. Di tutto. Sono arrivati i carabinieri a prenderci perché il solo fatto di aver dovuto sospendere la serata ha fatto sì che tamarri armati volevano ammazzarci. 
  • Farmi dire “sei veramente molto bravo” da Vittorio Sgarbi: chiunque vorrebbe sentirsi dire dopo un’intervista “sei molto bravo”, ma da Sgarbi no! Volevo che anche a me dicesse “sei una capra, legga Dante etc” e invece niente.
    Ci sono quasi rimasto male nel sentire quel complimento.
  • Viaggiare su un Jet privato: casi strani e fortuiti della vita.
    Dovevo fare un provino a Roma, ma il volo era in super ritardo allora ricordo d’aver visto in aeroporto un dirigente mediaset che conoscevo di vista tramite amici di amici. Lo incrociai, lo salutai e dopo avergli raccontato l’episodio mi disse: “vado nello stesso posto, se vuoi vieni con noi” – Cesna 8 posti: ero un pesce fuor d’acqua, ma che figata!! 
  • Aver presentato la notte bianca di Milano davanti a 200.000 persone: notte bianca organizzata da Rtl 102.5, presentatore già designato, ma prima e dopo ci voleva un altro conduttore che facesse saltare la gente. Non so per quale motivo scelsero me, ma non dimenticherò mai le mie gambe tremolanti e il primo saluto a Piazza del Duomo. E’ stato fantastico.
  • Essere citato a mia insaputa per una settimana in un programma televisivo che odio: Se c’è un programma che mi sta sulle palle, è di sicuro “Uomini & Donne”. Bene, qualcuno al tempo aveva pensato bene di far girare la voce che stessi segretamente con una tronista perché ci avevano visti assieme a Napoli. 
    Vero che la tronista fosse una mia amica. Falso che stessi con lei, ma nonostante questo, ancora oggi molta gente mi dice: tu sei quello che ha fatto Uomini & Donne??? NOOOOOOOOOOOOOOOOOOOOO!!!!!!!!
  • Rifiutare uno stage a Radio One: QUANDO CI PENSO ANCORA MI SCHIAFFEGGIO!
    Pochi mesi dopo essere andato via da Rtl, un Ex Direttore di un’altra Radio mi dsse “mi piacerebbe portarti con me due mesi a Radio One per uno Stage, però non è retribuito”.
    Ora, Radio One è la mecca degli speaker, ma al tempo non accettai sia per il fatto che mi serviva uno stipendio, ma anche per la stupida convinzione che tornando non avrei trovato più nulla in Italia (come se poi avessi lasciato chissà cosa).
    Che Idiota!!!!!!!! Che sia un Monito per i ventenni… fate almeno un’esperienza all’estero. Il tempo non torna indietro!
  • Essere punto da una velenosissima Razza: ancora oggi ringrazio che con me c’erano i miei migliori amici, se no sarei affogato nel Cilento, sì, proprio nell’ITALIANISSIMO Cilento e non in qualche mare Caraibico.
    Corsa verso la guardia medica, pronto soccorso e poi trasporto “tachicardico” in autoambulanza al primo ospedale attrezzato.
    Mai provato un dolore così forte in vita mia e una mano che mi è rimasta gonfia come un pallone per due mesi. 
  • Cadere dal motorino di un mio amico preso a sua insaputa davanti a venti persone: avevo soli 14 anni, ma la voglia di fare il figo davanti a delle ragazzine era troppo forte, allora pensai bene di andare a prendere il motorino di un mio amico, che ai tempi era fuori Napoli, convinco sua zia dicendogli d’essere co-proprietario del motorino, tornai a casa dove c’erano gli altri ad aspettarmi e ad aizzarmi, quasi avessi preso la Gioconda dal Louvre. Il tempo di fare due evoluzioni da idiota, caddi davanti a tutti,  graffi ovunque e luci del motorino rotte.
    Peggio di così solo essere messo sui ceci in sala mensa.
  • Aver giocato a calcetto con Bobo Vieri, Cristian Brocchi, Marco Borriello e Riccardo Ferri: mi trovavo in Sardegna per presentare un evento benefico. Scatta il cosiddetto Torneo dei Vip, dove ovviamente io nn ero in lista ahah, ma un giovane rampollo figlio di papà s’era fatto male e il caso ha voluto che chiamassero me, che invece ero intento a pochi metri a provare lo spettacolo.
    Non ho quasi visto un pallone, ma è stato figo.
  • Farmi dire da uno speaker/resgista: “è impossibile entrare in radio” e dopo una sett. ero nella “sua” radio: era il 2004, volevo a tutti i costi lavorare in radio e una sera incontrai un regista di Rtl 102.5 in un locale. La mia domanda è stata: “secondo te ci sarebbe la possibilità di provare da voi”. Lui: “levatelo dalla testa, è impossibile”.
    Morale: la settimana dopo ho iniziato il mio stage per diventare un conduttore di Hit Channel, sorella minore di Rtl e la cosa più divertente è stata che il mio primo regista era quello che mi aveva detto di lasciar stare.

Ce ne sono sicuramente altri di aneddoti, ma come dico sempre, a me le cose piace scriverle di getto, senza pensarci su troppo.

Commenti e condivisione dei vostri momenti da raccontare aperti😉

Immagine

Una Risposta to “Un giorno lo racconterò a mio figlio…”

  1. tanya 27 dicembre 2013 a 15:30 #

    ◦Essere portato via da una volante della Polizia per evitare d’essere picchiato…………. ahahahahah…. che teste di cacca!!!!

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

claudia genolini

"La Vita è troppo bella per essere insignificante" C. Chaplin

Social Girls

Il blog (semi serio) di @cristinasimone

postumano

umanesimo, postumanesimo o transumanesimo?

VdiC - Vomito di Caramelle

1. Esternazioni violente su ciò che è fatto male 2. Respect per tutti gli altri

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: