I soliti Buoni Propositi di inizio anno

9 Set

Per quanto ci abbiano impartito che l’inizio dell’anno sia a gennaio, credo di trovare tutti d’accordo quando dico che il vero inizio sia il giorno “1 settembre”, ovvero l’avvento dell’anno commerciale, dove noi tutti puntualmente ci imponiamo la fatidica lista dei buoni propositi.
C’è chi la fa fisicamente, come me, nel senso che si scrive tutto su foglietti volanti o sullo smartphone per paura di perdersi qualche “pezzo” per strada, ma c’è anche chi se ne impartisce un paio e riesce a tenerli a mente. Quasi impossibile invece, impartirsi un buon proposito e nell’immediato compierlo.

Ho fatto il cosiddetto studio sociologico su questo fenomeno e ho capito che “l’ansia da prestazione” che ci prende ad ogni nuovo inizio, che segue il ritorno a casa si chiama “SINDROME DI ULISSE”, ovvero quel senso di spaesamento che segue le vacanze, un esborso economico o semplicemente una pausa lavorativa, come quelle di agosto.
E’ come se il nostro inconscio ci imponesse di trovare nuovi traguardi, stimoli, sfide da raccogliere. E’ come se ci imponessimo di chiederci: “sono ancora capace”, e così prende la voglia di fare di più.
Il problema è che la maggior parte della volte i buoni propositi vanno a farsi friggere, ecco perché ogni anno ci troviamo a ripeterne almeno il 50% dell’anno precedente.

Quelli classici sono: 

  • andare in palestra
  • imparare una nuova lingua
  • realizzare un progetto
  • chiedere un aumento

Ce ne sono sicuramente di altri, ma questi sono quelli che più spesso ci ripetiamo.

Quest’anno io ho voluto cambiare registro, nel senso che mi sono imposto alcuni classici buoni propositi, senza i quali non darei un senso alle mie classiche ambizioni, ma me ne sono dati anche alcuni altri assurdi, talmente fuori dall’ordinario,  almeno per me, che chissà mai possano essere proprio quelli che porterò a termine.
Li condivido volentieri con voi

  • prendere la patente nautica
  • tornare a giocare a tennis regolarmente
  • prendere lezioni di piano

Sì, sono strani, almeno per me, ma se riesco a mettere in pratica almeno uno di quelli sopracitati, allora sarò capace anche di tenere una condizione fisica decente, imparare una nuova lingua o portare a termine un progetto lavorativo che ho nel cassetto da qualche tempo.

Sarà anche una teoria del ca**o, ma a 31 anni, tento anche questa e ne approfitto per suggerire anche a voi di trovare qualche buon proposito strano da concretizzare.
Chissà mai che alla fine ci si riesce.
Provateci!

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