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Riflessione personale sui Matrimoni Gay

13 Feb

Il titolo sembra un po’ forte, ma è proprio per attirare attenzione su questo post… una riflessione assolutamente personale sull’argomento in questione.

Ieri ho visto Sanremo a spizzichi e bocconi proprio per beccare il momento in cui Stefano e Federico sarebbero saliti sul palco.
Scusate, ma io trovo assolutamente assurdo che nel 2013 ancora bisogna andare in un altro paese per congiungersi in matrimonio.
Credo fermamente nell’uguaglianza tra le persone, qualsiasi essa sia l’etnia, la provenienza e le preferenze sessuali.
Mi vergogno a pensare che in un paese dove vige (ancora purtroppo) il potere della chiesa non si possa essere liberi d’essere se stessi.

Trovo inoltre parecchio ignorante e bigotto dover ancora fare le valigie per esprimere il proprio amore e se devo essere sincero, stucchevole e ridondate dover per forza andare sul palco dell’Ariston per far capire ad ancora troppe persone che essere omosessuali NON è una malattia, NON è una deviazione, ma a mio giudizio unicamente una preferenza che NON lede a nessuno se non a chi purtroppo al giorno d’oggi è costretto a vivere questa PREFERENZA come qualcosa da dover giustificare alla società in cui viviamo.

Al giorno d’oggi la società vuol sembrare moderna e “avanti”, ma ancora ci si gira per strada se si vede una coppia di uomini o di donne che si baciano e questo, ammetto, mi fa tristezza.
Ci sono tante di quelle cose di cui vergognarsi e su cui strabuzzare gli occhi, che vedere chi ancora si scandalizza davanti a certe cose e magari non lo fa per gli scandali politici e/o quelli della chiesa mi fa davvero incazzare!

Mi scuso se uso la parola “omosessuale” (e mi scuso solo perché alle orecchie di qualcuno può sembrare strana), ma sarebbe proprio come utilizzare la parola “eterosessuale”… l’etimologia è la stessa, l’estrazione anche. E’ la radice che cambia.

Io spero davvero che nel tempo anche noi in Italia avremo la fortuna d’accogliere la congiunzione in matrimonio (non in chiesa per ovvi motivi ecclesiastici e storici) il matrimonio tra le coppie Gay e lo dico proprio perché unirsi in matrimonio NON lede NESSUNO, se non la “sensibilità” di chi ancora non è pronto ad accettare chiunque come se stesso.

Sono fiero d’avere avuto un’educazione che mi permette di vedere tutti allo stesso modo, perché anche se sono eterosessuale, non vuol dire che sono migliore di qualcun altro. Nel modo più assoluto.

Susate se sono stato prolisso, ma vorrei DAVVERO vivere in un mondo dove nessuno per sentirsi accettato dev’essere sottoposto a giudizi altrui, perché nessuno è migliore di altri, se non in casi assolutamente palesi.

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